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Re: [La Torre di Babele, Scienza e Religione a confronto] Come mai Mosè chiede a Dio di mostrargli l...
2016-08-11 23:21:54
To: La Torre di Babele, Scienza e Religione a confronto
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Re: [La Torre di Babele, Scienza e Religione a confronto] Come mai Mosè chiede a Dio di mostrargli l...


Received: 2016-08-11 23:21:54
Antonio Patrizio ti ha menzionato in un commento nel gruppo La Torre di Babele, Scienza e Religione a confronto.
Antonio Patrizio
Antonio Patrizio 11 agosto 22:16:00
Più che per la traduzione cioè la grammatica delle lingue, sarebbe più convenevole dedicarsi alla matematica....per gli Ebrei rimasti Ebrei veramente, non quelli convertiti al politeismo, esiste un solo Dio. Elohim significa colui che vive di per se stesso, e non ha né padre né madre... quindi è un Dio al 100% Dio. Non si può averne due altrimenti il 100% diventa 2 da 50%, Gesù disse: non si possono servire due Signori perché o si amerà uno è si disprezzera l'altro.....e non può essere nemmeno tre come la Trinità perché 100÷3 fa 33,33,33 ect ect... le barzellette lasciate che le dicono Biglino e compani.... voi attenetevi che sia uno, se volete conoscere Dio, diversamente è una favola raccontata.......
Cronologia commenti
Luciano Casari
Luciano Casari11 agosto 22:17:20
tu sai chi erano i rabbini e quando vennero all'esistenza ?
Gianni Chiari
Gianni Chiari11 agosto 22:20:41
Da Consulenza Ebraica Avraham: Non è solo una questione di etimologia, ma proprio una questione dell'uso di questi termini ebraici e dei contesti in cui sono inseriti. Elohim significa propriamente "Legislatore" ed è usato in questo senso essendo esso usato per designare Moshè, legislatore di Israel ed il sinedrio, che funge da parlamento che formula le leggi. Proprio questo è il punto, traducendo il termine "elohim" con "dio" se ne falsa il senso ed il contenuto della frase in cui queso termine è inserito. Questa è la ragione per cui alcuni traduttori non lo hanno tradotto, lo hanno lasciato così com'è. I termini biblici el, eloah, elohim, 'ellion, adon, adonai, adonim etc. sono semplicemente titoli, che hanno il loro significato comune, che non è come l'aggettivo "divino", nè significa "divinità", ma alludono anche alla divinità in un modo pressappoco eufemistico. La poesia ebraica della Bibbia è piena di eufemismi e modi di dire che non sono ben conosciuti e sono questi che hanno provocato fraintendimenti colossali e creato le grandi religioni. Per conoscerli e comprenderli bene bisognerebbe studiare per benino quell'altra parte sconosciuta di letteratura ebraica ed aramaica ed immergersi completamente nella cultura ebraica.
Bisognerebbe più precisamente stabilire cosa non indica. Il termine "dio" in italiano non indica un giudice, un legislatore o un rappresentante umano del potere giuridico o di una nazione; un umano che non abbia le prerogative di una divinità, che non sia oggetto di adorazione. Moshè era elohim ed Aharon il suo portavoce. Elohim non ha una corrispondenza perfetta con Giudice o Legislatore, ma esprime bene questi due ruoli perché designa chi, parlando, emette un verdetto o formula una legge, la cui inadempienza implica delle punizioni. Quest'ultimo ruolo è quello svolto da Moshè nei confronti dellìEgitto e del suo re. Moshè iflisse delle dure punizioni all'Egitto, ma non fu considerato una divinità, né dal popolo ebraico né tantomeno dal popolo egizio. Egli è definito chiaramente Elohim ed Aharonne suo navì=portatore, profeta. Profeta è colui che proferisce, il portatore delle sentenze giuridiche, il portavoce. Quindi Elohim è un ruolo ben definito nella Bibbia e non significa affatto divinità.
Elohim ed el non sono aggettivi.
E poi non ci sono solo gli esempi biblici, ma si tratta proprio di una questione linguistica presente in tutta la letteratura ebraica, che esclude in toto tale lontana possibilità. Abbiamo molti esempi in cui il termine "elohim" è sinonimo di shoftim=giudici umani, univocamente umani.
Se traduciamo "elohim" con "dio" ne falsiamo il contenuto perché immettiamo nel testo un'idea assente derivante da una cultura straniera a quella ebraica. "Dio" e "divinità" non esprimono affatto il senso biblico di "elohim" ed "el" e nemmeno di "elil". Il culto straniero e l'idolatria non consistono semplicemente nel prostrarsi, che altro non è che un atto simbolico, ma alla sottomissione ad una legge straniera a quella ebraica.
Luciano Casari
Luciano Casari11 agosto 22:30:44
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Miti moderni
Gli EBREI rispondono a BIGLINO
By Gianluca Marletta ⋅ 21 dicembre 2014 ⋅ Post a comment
Filed Under Bibbia, Biglino, Ebraismo, esegesi, extraterrestri, teologia

Ormai da anni, migliaia di persone sostengono con entusiasmo le ipotesi del Sig. Mauro Biglino, che nei suoi libri, a partire da (lui afferma) accurate traduzioni dall’ebraico, ci assicura che la Bibbia non parlerebbe né di Dio né di questioni religiose, ma sarebbe il resoconto di antiche visite di “extraterrestri”. Ma cosa ne pensano gli Ebrei di madrelingua delle sue traduzioni e, soprattutto, delle sue interpretazioni di termini come Elohim, Kavod, Ruach?

Qui di seguito, alcuni interessanti passaggi tratti dal forum ebraico:

http://consulenzaebraica.forumfree.it/

Molto ragionevolmente, gli autori del forum invitano “le persone che ascoltano e leggono Biglino di non ragionare con la sua testa, ma di ragionare con la loro testa e di porgli delle domande. La Bibbia non dice quello che lui vuol far credere. Noi siamo a disposizione in questo forum per ogni genere di consulenza”.

Uno dei chiodi fissi dell’ipotesi di Biglino è il termine biblico Elohim (che è un plurale), spesso utilizzato per indicare la Divinità. La sua ipotesi è che nella Bibbia non vi sia alcun “monoteismo” e che gli “elohim” null’altro sarebbero che una popolazione di colonizzatori alieni . Vediamo cosa ne pensano gli Ebrei di madrelingua:

– Il prof può far dire quello che gli piace al primo verso di Genesi se estrapolato dal suo contesto, ma poi… della grammatica che se ne fa? Il primo termine “בראשית” significa “nel principio di” e non semplicemente “nel principio”, questo termine si attacca sempre al successivo. Quindi abbiamo ” nel principio di creare” con “ברא” vocalizzato all’infinito. Il professore ha poi detto che il testo parli di Elohim al plurale. Una cosa che desta non poca meraviglia che un professore di ebraico non sappia distinguere un semplice plurale da un plurale di astrazione, che è un singolare a tutti gli effetti. I verbi ad esso collegati sono infatti singolari ed “Elohim” non ha l’articolo determinativo ed è quindi un nome proprio essendo i nomi propri autodeterminati. Il singolare è “Eloha” di radice “alah”=comporre norme giuridiche. Quindi significa “Legislatore” che con il plurale di astrazione (“Elohim) diviene: Legislatore Supremo.
Il termine “shemim” di cui parla il prof. non esiste, il termine rimane “shammaim” anch’esso plurale di astrazione, che significa “Cielo”. Il termine “רקיע” è di radice “רקע” da cui deriva anche il termine “קרקע” che significa “suolo”.
Il professore dice che le sue deduzioni provengono dalla Bibbia, ma a me pare che sono solo frutto della sua fantasia o qualcos’altro. (…) Ma questo professore ha davvero tradotto la Bibbia delle edizioni paoline come egli stesso dichiara? Se tutti i traduttori sono come lui…
Gianni Chiari
Gianni Chiari11 agosto 22:35:33
Marletta fa pena,ahahahahahahah,come tutti i teologi.
Luciano Casari
Luciano Casari11 agosto 22:36:33
Questo va in aperto contrasto con tutto ciò che sta scritto in: enciclopedie di letteratura biblica,
trattati accademici scritti da ebrei ed ebraisti, esegesi bibliche scritte da ebrei di ogi nazione. Mi
scuserà Abraham se, a meno che non mi porti un consistente numero di fonti (escluse le sue
'tradizioni orali) che supportino la sua idea, mi permetterò di non credergli. Abraham deve spiegare
che senso ha il termine 'legislatore' nelle molteplici occorrenze del nome Elohim in cui il ruolo di
legislatore non ha motivo di esistere, per esempio durante tutta la creazione. E non ci si pari, come
ha fatto a pagina 23, con la spiegazione che Elohim é il 'legislatore' dell' universo, perchè una cosa é
il racconto di una creazione ordinata e obbediente alle leggi divine, altra cosa é la scienza che
racconta come l' universo non obbedisse affatto a leggi precise nella sua creazione, ma anzi sono
state le 'leggi' a crearsi e modificarsi grazie a tentativi e tentativi fino a raggiungere una stasi.
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Post originale
Sergio Ba'al Hammon
Sergio Ba'al Hammon1 agosto 12:11:47
Come mai Mosè chiede a Dio di mostrargli la sua gloria? Essndo l'unico Dio, non doveva avere dubbi invece, vuole essere sicuro e vuole una prova per convincere il suo popolo... (esodo 33)
Come mai Mosè chiede a Dio di mostrargli la sua gloria? Essndo l'unico Dio, non doveva avere dubbi i...

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